Sara è originaria della Toscana, non lontano da Firenze. Secondo lei, la regione è famosa per il suo ricco patrimonio storico e culturale, oltre che per la produzione di olio d’oliva e vino. Il turismo svolge un ruolo fondamentale nella vita della regione: tra le mete più popolari ci sono Firenze, Pisa e la costa marittima.
La prima volta che è venuta in Russia è stata nel 2018, grazie a uno scambio scolastico, quando aveva sedici anni. Allora ha trascorso una settimana a San Pietroburgo. Quel viaggio è stato per lei il primo spostamento autonomo all’estero e le ha lasciato un’impressione enorme. Ciò che l’ha colpita di più sono state le dimensioni della città, i grandi viali e un’atmosfera completamente diversa rispetto alle città italiane.
In Russia l’hanno sorpresa il clima, le persone e le differenze di mentalità. Ha notato che gli italiani sono in genere più aperti e sorridenti, ma questo non li rende necessariamente più disponibili o gentili. Allo stesso tempo, la cultura russa le è sembrata molto profonda e interessante. In particolare si è appassionata alla storia della Russia e dell’Unione Sovietica, così come alla cucina tradizionale. Con un sorriso osserva che la versione italiana dell’“insalata russa” non ha nulla a che vedere con la vera insalata Olivier.
L’ha colpita anche il sistema burocratico russo. Rispetto all’Italia, molte questioni — come l’apertura di un conto bancario, la gestione dei documenti o l’accesso ai servizi pubblici — in Russia si risolvono in modo molto più rapido ed efficiente.
Attualmente studia alla magistrale dell’Università Statale di San Pietroburgo (SPbGU) nel programma “Relazioni pubbliche nel campo delle relazioni internazionali” e allo stesso tempo lavora come tatuatrice. Per lei è un modo per unire l’interesse per l’ambito internazionale e l’amore per la creatività. L’arte è sempre stata una parte importante della sua vita: ha frequentato una scuola d’arte, disegna e vuole svilupparsi in una professione creativa.
In futuro sogna di diventare una tatuatrice di successo e di realizzarsi nell’arte, ma considera comunque l’istruzione una parte fondamentale del suo percorso. Secondo lei, lo studio della lingua russa è stato per lei un modo per costruirsi una vita in Russia ed ampliare le proprie possibilità.
Sottolinea che il sistema educativo russo le sembra più pratico di quello italiano. In Italia l’insegnamento si basa principalmente su lezioni frontali ed esami teorici, dove gli studenti devono memorizzare enormi quantità di informazioni. In Russia invece apprezza la presenza di seminari, lavori pratici e un’interazione più attiva tra studenti e docenti.
Il tempo libero è poco: studio, lavoro e vita in dormitorio occupano quasi tutta la sua giornata. Tuttavia cerca comunque di incontrare amici, disegnare e dedicarsi alla creatività. In futuro ha intenzione di trasferirsi in un appartamento per organizzare meglio la propria vita.
Uno dei simboli più importanti della sua esperienza in Russia rimangono le persone che ha incontrato. Ricorda con particolare affetto un amico di nome Sasha, che non è più in vita. Secondo lei, era una persona che “splendeva come il sole” e ha lasciato un segno molto importante nella sua vita.
Il consiglio principale che dà a chi vuole venire per la prima volta in Russia è di non avere paura. Ritiene che non si debba guardare il mondo solo attraverso la lente della politica. Secondo lei, i viaggi servono per conoscere le persone, la cultura e le tradizioni di altri Paesi. Se una persona sente davvero il desiderio di andare in Russia, allora vale la pena provarci e vedere tutto con i propri occhi.
Durante la sua vita in Russia è riuscita a visitare San Pietroburgo, Mosca, Zelenogorsk e Roždestveno, ma ammette di voler viaggiare molto di più nel Paese per conoscerne meglio la cultura e le persone.