Giacomo Schiavon
Novara, Piemonte
Giacomo è originario di Novara, nel nord Italia vicino a Milano. Nella sua regione spiccano piatti come rane fritte con polenta e la paniscia, un risotto tradizionale con fagioli, verza e salumi.
È arrivato per la prima volta in Russia a 17 anni grazie a un programma di scambio dell’associazione Intercultura. Ha trascorso un anno nella città di Volžskij, nella regione di Oblast’ di Volgograd. Questa esperienza lo ha segnato profondamente, tanto da decidere, dopo il diploma, di tornare e trasferirsi a San Pietroburgo.
Ciò che lo ha colpito di più sono state le persone: la sincerità, la gentilezza e la disponibilità ad aiutare gli sconosciuti. È rimasto colpito anche dalla diversità culturale ed etnica del Paese, che percepisce come estremamente stratificato.
Un posto speciale nella sua immaginazione è occupato dalle ferrovie russe. Viaggiando in treno e ricordando romanzi come Anna Karenina e L’Idiota, si è sentito parte di quelle storie.
Attualmente studia un master in psicologia dell’educazione, lavora come insegnante privato di italiano e gestisce un blog. In futuro vorrebbe diventare imprenditore e ritiene che la psicologia lo aiuterà a comprendere meglio le persone.
Considera il sistema educativo russo piuttosto meritocratico, soprattutto rispetto all’Italia, dove i legami personali possono talvolta a vere peso. Apprezza seminari e discussioni, utili allo sviluppo del pensiero critico. Nota però che in Russia molti processi sono rapidi e caratterizzati da scadenze frequenti.
Nel tempo libero esplora cucine diverse, in particolare quella coreana e georgiana. Tra i piatti russi preferisce borscht, involtini di cavolo, chebureki, blini con caviale rosso e salo con vodka.
Uno dei momenti più significativi della sua vita in Russia è stato il periodo in cui le carte bancarie europee hanno smesso di funzionare: per circa un mese ha vissuto in modo molto semplice, mangiando principalmente risotto e lenticchie. In quel momento ha capito di considerare la Russia non più come un’esperienza temporanea, ma come un luogo in cui voleva realmente restare.
Ha visitato molte città, tra cui Mosca, Astrachan’, Rostov sul Don, Krasnodar, Soči, Kaliningrad e Tula, rimanendo particolarmente colpito dal Museo Statale delle Armi di Tula.
Inizialmente non aveva alcuna intenzione di andare in Russia: sognava l’Africa e aveva scelto la Russia solo come alternativa, attratto dalla cultura della banya. Tuttavia, questa scelta casuale ha cambiato completamente la sua vita.